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Per un punto Martin perse la cappa

Cucina francese, humour britannico, fumare come un turco, parlare come un cristiano, preciso come un orologio svizzero e infine il Bel Paese tutto pizza, mafia e mandolino.
Comportamenti stereotipati, frasi fatte e luoghi comuni sono elementi di cui la pubblicità è ricca.
“Il Padrino” in versione ecogreen del nuovo spot Ikea, ha scatenato una polemica sui social network. L’idea dei picciotti ambientalisti divide la rete: se qualcuno si ritiene infastidito dalla campagna, altri giudicano la polemica fuori luogo.
In medias res stat virtus: c’è anche chi dichiara che il video non è per nulla offensivo, ma che trascina con sè un’idea dura a morire, quella che la mafia sia un etichetta del sud Italia. Continua a leggere ‘Per un punto Martin perse la cappa’

Pubblicità in croce

«C’è, nel cinismo di questo slogan, un’intensità e una innocenza di tipo assolutamente nuovo, (…). Esso dice appunto (…) che i nuovi industriali e i nuovi tecnici sono completamente laici (…). Tale laicità è un “nuovo valore” nato nell’entropia borghese, in cui la religione sta deperendo come autorità e forma di potere, e sopravvive in quanto ancora prodotto naturale di enorme consumo e forma folcloristica ancora sfruttabile».

Così nel 1973 Pier Paolo Pasolini commentava l’irriverente campagna Jesus Jeans, firmata da Oliviero Toscani ed Emanuele Pirella. Lo spot fece il giro d’Italia e segnò una svolta nella storia della comunicazione. Da quel maggio 1973 a oggi, infiniti sono gli esempi di pubblicitari che si sono ispirati alla religione.

Campagna Pubblicità Progresso 1990 contro il razzismo

Campagna Pubblicità Progresso 1990 contro il razzismo

Nel 1990, per una campagna di Pubblicità Progresso, a finire in croce è stato un uomo di colore. Continua a leggere ‘Pubblicità in croce’