«C’è, nel cinismo di questo slogan, un’intensità e una innocenza di tipo assolutamente nuovo, (…). Esso dice appunto (…) che i nuovi industriali e i nuovi tecnici sono completamente laici (…). Tale laicità è un “nuovo valore” nato nell’entropia borghese, in cui la religione sta deperendo come autorità e forma di potere, e sopravvive in quanto ancora prodotto naturale di enorme consumo e forma folcloristica ancora sfruttabile».
Così nel 1973 Pier Paolo Pasolini commentava l’irriverente campagna Jesus Jeans, firmata da Oliviero Toscani ed Emanuele Pirella. Lo spot fece il giro d’Italia e segnò una svolta nella storia della comunicazione. Da quel maggio 1973 a oggi, infiniti sono gli esempi di pubblicitari che si sono ispirati alla religione.
Nel 1990, per una campagna di Pubblicità Progresso, a finire in croce è stato un uomo di colore. Continua a leggere ‘Pubblicità in croce’

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