La Fondazione Pubblicità Progresso è un organismo istituzionale senza fini di lucro.

Attiva dal 1971 (prima come Associazione e poi, dal 2005, come Fondazione), “Pubblicità Progresso” è entrata nel vocabolario quotidiano degli italiani, diventando sinonimo di “pubblicità sociale”.

La Fondazione Pubblicità Progresso è oggi una delle espressioni più alte e rappresentative delle organizzazioni del mondo della comunicazione e dei professionisti che ne fanno parte.

2 Risposte a “Chi siamo”


  1. 1 emanuela 10 marzo 2011 alle 20:31

    pubblicità progresso ?! stavo tranquillamente guardando un video musicale su mtv con mio figlio di 4 anni che ama la musica come me, squilla il telefono mi alzo per rispondere, inizia la vostra pubblicità contro la droga. premetto che sono le 20.30 orario in cui credo la maggior parte delle famiglie è a casa magari seduta sul divano con i propri figli come me. arriva la scena dell’abbraccio della ragazza che si trasforma in un mostro. rimango allibito (io a 36 anni) vi lascio immaginare le urla di paura di mio figlio (4 anni).
    complimenti al fenomeno che ha deciso di trasmettere quella pubblicità su un canale musicale (alla portata di tutti adulti e bambini) e ad un simile orario. mio figlio sta ancora piangendo, ancora complimenti …

    • 2 pprogresso 11 marzo 2011 alle 09:15

      Gentile Emanuela,
      come spesso capita, c’è stata una confusione tra quelle che sono le campagne DI Pubblicità Progresso, e le campagne sociali in generale.
      La pubblicità in questione, infatti, non ci appartiene. Lo spot “Non ti fare. Fatti la tua vita” è stata realizzata per conto del Dipartimento Politiche Antidroga e del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Pubblicità Progresso, oltre a non aver ancora trattato il tema della droga nelle proprie campagne, si è sempre distanziata dalla tecnica del fear arousing appeal in pubblicità.
      Il canale musicale di Mtv, infine, ha come target una fascia di età indicativamente compresa tra i 12 e i 35 anni, le sconsiglio quindi di lasciare suo figlio da solo davanti al televisore.


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