Storia di un nano e di una bimbetta

Uno al giorno, i lavori che hanno vinto la passata edizione di On The Move
Alessia Fortunato– per la categoria SCRITTORE CREATIVO

“Ale vorremmo proporti la possibilità, come volontaria, di fare un’assistenza domiciliare con una minore neomamma” rimango basita, euforica per l’opportunità, ma in ogni caso basita. Un conto è studiare sui libri dell’università approcci e metodologie, un conto è immergersi nella realtà. Fare il fatidico tuffo dalla teoria alla pratica. ” Ovvio che si ” rispondo decisa a lasciarmi alle spalle dubbi ed esitazioni. L’educatore che mi affianca, mi porta in uno stabile popolare nella zona ovest del centro di Milano. Saliamo una rampa di scale, io stringo in mano una busta di carta con dentro un assortimento di cornetti ancora, caldi d’ogni qualità, nella speranza d’incontrare i gusti di quest’adolescente che a secondi mi apparirà davanti. Suoniamo ad un campanello che si fa ascoltare poco e aspettiamo. Sono sulle spine. Si apre l’uscio. Capelli biondi. Lunghi. Alla schiena. Occhi azzurri. Enormi. Labbra carnose. Rosse. Figura esile e carnagione di porcellana. Moto di tenerezza, subito, all’istante. Irrefrenabile.
“Distaccodistaccodistaccodistaccodistaccodistacco” penso. Continua a leggere ‘Storia di un nano e di una bimbetta’

IL CAMBIAMENTO

Uno al giorno, i lavori che hanno vinto la passata edizione di On The Move
Lavinia Ierardi – per la categoria SCRITTORE CREATIVO

Ci si lamenta sempre che non si ha abbastanza tempo, che i mezzi sono in ritardo, che ci vorrebbero giornate di quarantotto ore per riuscire a fare tutto; si va di fretta, non ci si ferma mai a guardarsi attorno, la vita scorre veloce, troppo veloce, e ci si sente sempre troppo lenti in confronto. Ma non è uno spreco di tempo, preoccuparsi del tempo? È così fondamentale rincorrere le lancette fino allo sfinimento? Eppure ci sono persone che vivono al di là del tempo, che si preoccupano di qualcosa che va oltre il treno perso, la camicia macchiata subito prima di andare a lavoro, il cane da portare fuori tornando in tempo per la palestra: meno fatica, meno stress. Non sarebbe più bello vivere dove il tempo che scorre è dato solamente dal sole che sorge e tramonta? E allora perché sono loro gli emarginati, che vivono ai confini della società?
Vi ho parlato di persone che vanno sempre di fretta, che corrono dietro l’orologio e dietro la routine, che cercano di scalare le vette del successo personale e sociale, senza poi, di fatto, arrivare a nulla. Ero una di quelle persone. Continua a leggere ‘IL CAMBIAMENTO’

Mi manca anche la testa

Uno al giorno, i lavori che hanno vinto la passata edizione di On The Move
Alessandro Musella – per la categoria SCRITTORE CREATIVO
«E guarda avanti quando spingi!»
«Sì, signor Roling»
«Roeling,con la o e la e assieme, te l’ho detto mille volte!»
«Ha ragione, ma io ci provo»
«Lascia stare e fai attenzione alle cacche dei cani che qui è pieno. Maledetti cani e padroni. Dovrebbero fare un quartiere solo per loro, così ci annegano.»
«È vero»
«Ma cosa ne sai te, che al massimo ti pulisci la suola della scarpa sul primo zerbino che ti capita. A me se la prendo con la ruota e non me ne accorgo mi finisce sulla mano.» Continua a leggere ‘Mi manca anche la testa’

Una vita da cani

Uno al giorno, a partire da oggi, vi proponiamo i lavori che hanno vinto la passata edizione di On The Move
Federica Sangalli – per la categoria SCRITTORE CREATIVO

Dicembre 2005
Mi chiamo Tobia, ma per gli amici Toby.
Oggi è il giorno di Natale e sono nella mia nuova casa. Mi manca un po’ la mia mamma, ma qui sembra tutto bellissimo. Ci sono tanti bambini che mi guardano e vogliono giocare. E io gioco, corro, salto e sono molto orgoglioso di me e della mia nuova famiglia.
Agosto 2006
E’ estate. Sono qui fuori da solo. I grandi fanno cose strane: escono ed entrano in casa in continuazione, hanno degli strani oggetti rettangolari che caricano all’interno della station wagon. I bambini? I bambini li sento giocare in casa, ma nessuno è qui con me! Chissà quanti bei giochi staranno facendo!
Fa caldo!
Sono passate un paio di ore e prima i bambini e poi gli adulti salgono tutti in macchina. Manco solo io.
“Tobyyyy…” sento all’improvviso… ehi mi stanno chiamando penso e corro più che posso, salgo e mi siedo.
Si parte! Hanno detto che si va al mare. Io non l’ho mai visto il mare.
Qualche manciata di minuti, una decina di kilometri e ci fermiamo. “Siamo già arrivati al mare?” Non sto più nella pelle. Aprono la portiera e scendo “Dov’è il mare?” Dico “Dov’è?”, aspetto, mi guardano, sembrano strani, la portiera si richiude e la station wagon si confonde lentamente nello sfondo. Continua a leggere ‘Una vita da cani’

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